Facciamo un salto da... Sylvia-66 e il suo blog "Un tè con Jane Austen"


Il viaggio prosegue... e questa volta visiteremo un blog che ci riporta nel passato, un romantico passato. Oh, cari lettori, siamo proprio arrivati all'ora del tè...
 (Irene)

Samanta, tra le gentili animatrici di questo blog, è passata a prendere un tè dalle mie parti e mi ha generosamente offerto questo prezioso angolino per chiacchierare, a mia volta, del mio blog.

Il quale non avrebbe potuto non chiamarsi Un tè con Jane Austen.
Infatti, Zia Jane accompagna da sempre la mia vita. L'ho scoperta a vent'anni, grazie ad Orgoglio e Pregiudizio, che è ancora oggi il mio preferito tra i gioielli da lei creati. Ne sono rimasta folgorata.
Non soltanto per gli elementi prettamente romanzeschi: l'intreccio impeccabile, le sottotrame finemente tessute, i personaggi variegati e profondissimi ritratti con pennellate perfette, lo stile originale e "scioglievolissimo" che conserva intatto, dopo due secoli, tutto il suo sapore.
Ma anche, e soprattutto, per contenuti e suggestioni, a cominciare dalla messa alla berlina (se non addirittura del sovvertimento) delle convenzioni sociali e degli schemi mentali, nonché del senso comune a discapito del buon senso, per continuare con le protagoniste femminili strepitosamente femministe senza nemmeno saperlo (Jane Austen non conosceva questa parola), o con i protagonisti maschili irresistibilmente imperfetti e realistici, lontani anni luce dal principe azzurro più stucchevole, e infine con tutti i personaggi di contorno dotati di molta sostanza caratteriale e funzionalità drammaturgica – il tutto in un contesto sociale feroce che emerge intatto dalle sue pagine.
In breve (come amo ripetere fino all'esasperazione), in Jane Austen ho trovato un connubio perfetto di forma e contenuto, intrecci tessuti con abilità e personaggi femminili modernissimi in cui identificarmi completamente – un'opera che travalica i confini di spazio e tempo e genere.

Di conseguenza, “frequentare” Jane Austen è, da sempre, per me un'ottima ed inesauribile attività terapeutica e ricostituente.
Anzi, per dirla chiaramente, Jane Austen è la mia droga.
Sono un'inguaribile, irrecuperabile, inveterata JaneAusten-dipendente (Jane Austen addict), affetta da una grave forma di Austen-mania, un caso esemplare di Janeite.
Il mio personale paradiso in terra è un posticino tranquillo in cui mettermi comoda, con un libro di Jane Austen ed una tazza di tè fumante, magari attorniata da altre persone con cui conversare amabilmente di ciò che leggo.

Ma – direte voi - c'era proprio bisogno dell'ennesimo blog dedicato a Jane Austen?
Il mare di internet pullula di risorse austeniane, dalle più autorevoli alle più ludiche...
Ma – dico io – la verità è che non è per gli altri che l'ho fatto. 
E' stato un bisogno del tutto personale ed irrefrenabile, dettato dalla necessità di uscire definitivamente dalla forzata quarantena in cui mi costringeva la cronica mancanza di amiche/amici con lo stesso viscerale interesse. Lo scorso dicembre, ho scoperto che in rete avrei potuto condividere con altri austeniani sintomi e conseguenze di questa deliziosa malattia, divertendomi un mondo.

E' tutto questo che cerco di ricreare nel mio blog, dove riverso tutte le mie elucubrazioni a ruota libera intorno alla cara zia Jane ma anche a tutto ciò che in qualche modo ha a che fare con lei ed il suo mondo, senza escludere incursioni in territori diversi ma affini, come le sorelle Bronte, Elizabeth Gaskell, Virginia Woolf - in breve, la letteratura al femminile (dove una donna può essere libera di esprimere la propria sensibility senza perdere un grammo del proprio sense)...
...proprio come se fossero chiacchiere in assoluta libertà davanti ad una ristoratrice tazza di tè con biscotti!

Ringrazio fin d'ora chiunque avrà voglia di passare a prendere un tè con me e con l'inarrivabile Zia Jane, nostra padrona di casa, per condividere amabilmente questa piacevole dipendenza o più semplicemente per soddisfare una neonata curiosità.

Sylvia-66

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