RECENSIONE: "Nel cuore di una donna" di Chiara Albertini






Eccovi cari lettori la nuova recensione della nostra fida Iaia...
 





Titolo: Nel cuore di una donna
Autore: Chiara Albertini
Editore: Narcissus (formato digitale)
Pagine: 248


Sinossi
Alla soglia dei sessant'anni, ancora una volta il destino farà capolino nella vita di Susan, donna volitiva, dalla forte e spiccata personalità, la quale si troverà a dover combattere la sua più grande battaglia: non sarà soltanto il ruolo di moglie e madre a essere una volta per tutte messo in discussione, ma anche, e soprattutto, quello di figlia, non meno importante.
La scoperta - e riscoperta - di un passato da lei sapientemente celato, l'affiorare prorompente di un segreto di famiglia, sarà il perno attorno al quale si scatenerà una serie di accadimenti e colpi di scena, di allontanamenti e riavvicinamenti, di fronte ai quali emergerà la figura di una Susan diversa, colta in tutta la sua complessità ed autenticità.
L'incontro significativo e rivelatore con una madre anziana e malata, la cui esistenza è rimasta celata per quarant'anni, sarà decisivo nella vita di Susan, tanto da portarla ad affrontare un lungo viaggio introspettivo, che la condurrà inevitabilmente al raggiungimento di una nuova luce, di nuove consapevolezze; e quando tutto sembrerà ormai perso, sarà un ennesimo e significativo incontro a permettere a Susan di ritrovare se stessa e tornare a vivere...



Recensione a cura di Iaia



Che libro!!!
Mi sono convinta, forse sbagliando, che questa storia sia stata scritta in seguito a una esperienza della Albertini, non diretta, vista la sua giovane età, ma vissuta da una persona a lei vicina. Perchè penso questo? E' una storia reale e narrata con dolcezza, con amore e che lancia un messaggio da non sottovalutare: i segreti fanno del male a chi li conserva e a chi ti ama.
Tutto il libro è guidato dalla tristezza della protagonista, Susan, ed è stata un'analisi molto approfondita della coscienza di questa "eroina".
Ripercorrere la propria infanzia dolorosa, ricordare le decisioni prese quando Susan era una ragazza ventenne, e scoprire a 60 anni che tutto quello in cui aveva fermamente creduto era sbagliato, ha stravolto la sua vita. Come fare a perdonare e, cosa più importante, come fare a perdonarsi anche se i propri sbagli sono stati dovuti al non sapere e al non aver valutato con chiarezza i fatti avvenuti?
L'autrice è stata molto brava a raccontare il travaglio interiore di Susan e lo ha fatto scrivendo dei dialoghi, tra Susan e sua sorella Beth, che hanno fatto venire a galla pensieri, fatti, sentimenti che sconvolgono la protagonista. Era come se questa donna narrasse i propri pensieri davanti a uno psicologo, scavando nel profondo e facendo venire alla luce tutto quello che la vita le aveva donato e inferto. I dialoghi sono molto semplici e qualche volta ho pensato che la Albertini prolungasse questi pensieri inutilmente. Ma sbagliavo: proprio quei discorsi, che intuivo come sarebbero andati, portavano ad analizzare a fondo quella pletora di sentimenti che albergavano in Susan. E Susan è stata bravissima, anche se aiutata molto da Beth (che sembra lo psicologo di cui ho accennato prima) a venir fuori dai sensi di colpa, dal dolore del suo passato e a riconoscere ciò che è lei stessa, sia nei tempi di quando era bambina, sia nei tempi che sta vivendo attualmente; ammettendo i propri errori è riuscita ad accettarsi. e quindi a perdonarsi.
Il libro mi è piaciuto molto e se ciò che ho letto è una storia vera o simil vera, sentirei di fare i complimenti a questa ipotetica Susan per come è riuscita a sconfiggere il suo nemico interiore. 
Se poi questa storia è tutta inventata (stento a crederlo) l'autrice è riuscita a raccontare uno scorcio di vita particolare ricco di sentimenti e buoni propositi.
Complimenti a Chiara Albertini a cui dò 4 e mezzo su 5.

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